Santa Maria Assunta

Santa Maria Assunta

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La Chiesa Madre risale al XIII secolo, quando un notevole aumento della popolazione del borgo medioevale rese insufficiente l’antica chiesa parrocchiale dedicata a santa Barbara, situata nei pressi dell’attuale cappella del Carmine al rione Castello.

La tradizione tramanda che la nuova chiesa fu dedicata all’Assunta dagli oriundi grumentini, per perpetuare il titolo dea distrutta Cattedrale di Grumentum, e fin da allora dfu denominata: Chiesa Madre.

Nel secolo XVII, anche questa chiesa subì un ampliamento, per un successivo aumento della popolazione. La chiesa, descritta nella Platea dei Beni redatta dal notaio Paolo D’Alessandri nel 1713, si presentava a tre navate con alto campanile, come è storicamente documentato nella stampa del 1703 dell’abate G.B. Pacichelli.

Di questa chiesa, inglobata dall’attuale edificio, restano: le navate laterali identificabili con le prime due cappelle dell’attuale chiesa dedicate alla Madonna di Pompei (a sinistra) e al SS. Crocifisso (a destra), il locale dell’Ufficio Parrocchiale, oltre alla tela dell’Ultima Cena attribuita al Ferri (sec. XVII), allora situata sull’altare della Confraternita del S.S. Sacramento, alcune statue lignee, il battistero del 1617, la pila dell’Acqua santa, una Croce professionale del  1611, numerose suppellettili, nonché due campane della prima metà del XVII secolo. Nel 1753 iniziarono i lavori dell’attuale edificio, che furono affidati all’architetto napoletano Gaetano Azzolini, che diresse i primi lavori. La continuazione fu affidata ai fratelli Lanzetta e nel 1778 all’architetto Ignazio di Juliis, discepolo del Vanvitelli, il quale si assunse l’obbligo di completare in rustico la chiesa. Nel 1790 essa restò incompleta per circa un secolo, in quanto i moti insurrezionali del 1799 sottrassero alla fabbrica circa 10.000 ducati. Nel 1888, una commissioni di volenterosi cittadini, capeggiati dal parroco don Antonio Rivelli, dal converso francescano fr. Michele Braccio dal signor Vincenzo Valinoti-Latorraca, cominciò un’opera di restauro e di completamento, riparando il tetto, rifacendo porte e finestre, e con la raccolta dell’obolo pubblico si comprarono tre altari marmorei e si provvide soprattutto alla decorazione della chiesa stessa. Essa venne così consacrata e aperta al culto dal Vescovo di Marsico e Potenza, mons. Tiberio Durante, nel 1892, come è tramandato dalla lapide marmorea collocata sotto la nicchia dell’Assunta.

Nel 1932, per interessamento di S. E. Mons. Pietro Di Maria, essendo parroco l’Arciprete F. Perfetti, la chiesa fu restaurata, provvedendo gli interni di nuove decorazioni e della pavimentazione. L’amoliterno-pz-chiesa-madrebside fu adornato da quattro tele del pittore D. Grillo, Nel 1933, il comm. Giuseppe Orlando donò alla chiesa l’organo a canne.

Nel secolo scorso, la chiesa è stata danneggiata da alcuni naufragi e da negligenti lavori di restauro, che l’hanno resa grondante di umidità. Negli anni ’80, si è riusciti a limitare i danni con la sostituzione del tetto in legno con quello in cemento armato. Ultimamente i lavori di ristrutturazione e di consolidamento iniziati nel 1991, resisi necessari dopo gli eventi tellurici del 1980 e del 1990, si sono conclusi nel 1999, mentre i lavori di restauro attendono di essere ultimati. La chiesa è stata riaperta al culto il 7 dicembre del 1999.

Le suddette notizie sono tratte dal testo “MOLITERNO – LUOGHI E SIMBOLO DELLA FEDE” a cura della bibliomediateca “G. Racioppi” di Moliterno

PUOI VISITARE

- Acquasantiera (secolo XVII);

- Fonte Battesimale (secoli XVII e XVIII);

- Altare Maggiore (fine del XIX secolo);

- Pulpito (secolo XIX);

- Altare ligneo (secolo XVIII e XIX);

- Pala di San Pietro (prima metà secolo XVI);

- Tela dell’Ultima Cena (prima metà secolo XVII);

- Dipinto della Crocifissione (secolo XVIII);

- Dipinto di San Luigi Gonzaga (secolo XVIII); 

- Scultura di San Gerardo, vescovo (secolo XVI);

- Scultura della Madonna Assunta (secolo XVIII);

- Scultura della Madonna Immacolata (prima metà secolo XVIII);

- Statua di San Domenico (fine XVIII secolo);

- Scultura di Santa Rita da Cascia (secolo XX);

- Crocifisso (seconda metà secolo XVIII);